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Nuova alba esegesi

La tentazione dell'esegesi moderna e la dimenticanza dei Padri: l'enigma del Vangelo Ebraico

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Denominato in vari modi — Vangelo ebraico, Vangelo secondo gli Ebrei, Vangelo secondo i Dodici (Apostoli) — quello che Silvio Barbaglia preferisce definire "Vangelo di Gerusalemme" (https://www.schirone.it/119-dalloralita-allauralita-perche-la-rivoluzione-di-barbaglia-cambia-il-mio-modo-di-leggere-i-vangeli.html) rappresenta uno degli enigmi più affascinanti della storia del cristianesimo delle origini. La sua esistenza è attestata diffusamente nella letteratura patristica e richiede oggi una seria riconsiderazione critica.

Riporto un passaggio del suo libro:1

L'ampia attestazione di un Vangelo scritto in ebraico, secondo le fonti raccolte dall'autore2, va dalla fine del I sec. all'inizio del X sec, da Lione a Roma, in occidente; da Alessandria al Nord Africa al sud, in India, a oriente e nella parte geografica mediana, Gerusalemme e Costantinopoli. Essa è attestata da 20 Padri della Chiesa (Ignazio, Papia, Ireneo, Clemente di Alessandria, Panteno, Egesippo, Ippolito, Origene, Eusebio di Cesarea, Efrem il Siro, Didimo di Alessandria, Epifanio, Giovanni Crisostomo, Girolamo, Teodoreto, Mario Mercator, Filippo Sidete, il Venerabile Beda, Niceforo e Sedulio Scoto).  Oltre ai Padri della Chiesa vanno aggiunte altre 12 citazioni presenti in papa Damaso, l'Hadith islamica, gli Scolia del Codice Sinaitico, il trattato Šabbat 116 del Talmud Babilonese. Complessivamente si tratta di ben 75 differenti attestazioni che riguardano il Vangelo ebraico. L'autorità di tale Vangelo è indiscussa presso i più importanti padri della Chiesa che ne riportano dei frammenti: Ignazio di Antiochia, Clemente di Alessandria, Origene, Didimo di Alessandria, Eusebio, Epifanio, Girolamo, Costantinopol e, forse, nel Talmud. Solo in Girolamo abbiamo 22 citazioni dirette del Vangelo ebraico. L'uso e i richiami a questo Vangelo non sono mai riportati entro un'accusa eresiologica quanto piuttosto a conferma o a spiegazione di passi difficili e incomprensibili delle Scritture in lingua greca.

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  1. Dall’Oralità all’Auralità: Perché la Rivoluzione di Barbaglia Cambia il Mio Modo di Leggere i Vangeli
  2. "Compiere la Legge" secondo Matteo 5,17
  3. Alberto Mello e l'enigma di Matteo: tra esegesi rabbinica e "riscrittura" di Marco
  4. I colori dei vangeli

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