Nella liturgia di questa settimana XII T.O (A), Matteo 10,26.28.31, Gesù si rivolge ai discepoli nel contesto del "discorso missionario", preparandoli alle persecuzioni, e per tre volte invita a non avere paura. Ma si può comandare/esortare a non aver paura? L'esperienza ci dice che non basta dire a chi è nel panico, "non temere!". Certo se ce lo dice Dio... Ma se esaminiamo il testo evangelico dal punto di vista del greco neotestamentario notiamo che la triplice espressione usata da Gesù evolve attraverso sfumature morfologiche diverse che modificano l'aspetto e la profondità teologica del comando.
Analizziamo i tre versetti parola per parola, focalizzandoci sulla struttura dei verbi.
- I Dodici: Enigmi e Armonie tra i Vangeli - Un'Analisi Sinottica delle Liste Apostoliche
- La tentazione dell'esegesi moderna e la dimenticanza dei Padri: l'enigma del Vangelo Ebraico
- Dall’Oralità all’Auralità: Perché la Rivoluzione di Barbaglia Cambia il Mio Modo di Leggere i Vangeli
- "Compiere la Legge" secondo Matteo 5,17
