Il tempo pasquale per alcuni quest’anno sarà una rinascita, un rinnovamento completo della propria vita. Sì, per alcuni. Ma per tutti sicuramente può essere un’occasione per ripartire. Il Cristo Risorto è già partito e ci precede in Galilea! Lo annuncia l’angelo alle donne (Mt 28,7), e lo conferma Gesù stesso quando gli appare in persona sulla strada verso i discepoli (v.10), che ora chiama “miei fratelli”. Là, in Galilea lo vedranno. Ma dov’è la nostra Galilea?
La quaresima/quarantena non è stata un tempo sospeso, ma un’opportunità, non un famelico Chrònos, ma un luminoso Kairòs. Un tempo di isolamento, ok, ma anche di solitudine. Tempo opportuno per ritrovare se stessi, che possiamo ripercorrere a ritroso fino al punto in cui tutto ebbe inizio. Ognuno ha il proprio Bereshit, “in principio” (Gen 1,1), quando “la luce fu” (Gen 1,3) e squarciò le tenebre della nostra vita monotona, ripetitiva, inconcludente. Ritornare là, nella “Galilea delle genti”, dove un giorno “il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Mt 4,15-16).
Ma non è facile ricordare la nostra Galilea e ancora più difficile è trovare il coraggio per ritornarci. Proprio oggi che abbiamo fatto questo lungo cammino per arrivare dove siamo? Dopo tutte le rinunce, i sacrifici, le lotte interiori ed esteriori, i lunghi anni di studio e lavoro!
