“Ignorare la Bibbia è ignorare Cristo”, afferma lapidario san Girolamo. E leggere in modo frammentario, per morsi e bocconi, i Vangeli che ce ne parlano direttamente, equivale a conoscerlo in modo altrettanto frammentario e riduttivo. I Vangeli canonici, tutti e quattro, sono stati scritti per essere letti integralmente, dall’inizio alla fine. Ma sono pochi i cattolici, anche adulti nella fede, che lo hanno fatto almeno una volta nella loro vita. E la liturgia, fonte e culmine della vita cristiana (cfr. SC 10), non aiuta molto in questo senso. Vediamo il caso dei capitoli decisivi del primo Vangelo, quello Secondo Matteo e l’opportunità dei Social Network, in tempo da Coronavirus.
Il lezionario della liturgia romana infatti, come sappiamo, prevede nelle domeniche e solennità la lettura dei Vangeli sinottici distribuendoli in un ciclo triennale, indicati con le lettere A, B e C. Quest'anno siamo nell'anno A dedicato a Matteo (B = Marco, C = Luca). La liturgia quotidiana feriale, avendo più messe a disposizione, è più costante nella lettura continuativa del Vangelo e riesce a proporlo, assieme agli altri due sinottici, in un anno, interruzioni delle feste permettendo. Ma queste liturgie sono scarsamente frequentata dai fedeli e le circa 52 messe domenicali, ognuna con un tema specifico rendono praticamente impossibile una lettura globale.
