L’undicesima parashà (Gen 44,18-47-27) inizia con la lunga intercessione di Giuda per salvare Beniamino dall'arresto. Al padre Giacobbe, Giuda aveva garantito con la sua stessa vita l'incolumità del fratello più piccolo prima di ripartire per l'Egitto. È la scena apice del racconto. Sono le sue parole a far scoppiare in lacrime Giuseppe e spingerlo finalmente a manifestare la sua vera identità ai fratelli.
La parashà si apre con il verbo “accostarsi”: וַיִּגַּשׁ VaYggàsh, “e si accostò” a Giuseppe… Un verbo che compare molte volte nella Scrittura e che la versione greca dell’Antico Testamento, la LXX, traduce con Ἐγγίσας “enghizo”, stesso verbo usato nel Nuovo Testamento per parlare dell’avvicinarsi del Regno di Dio. E la lettera di Giacomo invita esplicitamente: "Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi" (Gc 4,8).
