«La "Scrutatio Scripturae"" non si insegna si pratica». Questa affermazione, che funge da titolo e manifesto per l'attività intrapresa sul gruppo omonimo https://www.facebook.com/groups/436042501238335, sintetizza la profonda convinzione alla base della scelta di promuovere un approccio attivo e visuale alla Parola di Dio. Dopo quasi quattro anni di attività, tuttavia, l'obiettivo prefissato non è stato raggiunto, rendendo necessaria una riflessione e la ricerca di una nuova modalità per proseguire in questa attività.

La scelta: pratica, non schemi e riassunti (il “Bible Sketchnoting”)

Il progetto "Scrutatio Scripturae" è nato il 21 novembre 2020 come un gruppo privato su Facebook, concepito come un "piccolo cenacolo digitale", e una "palestra spirituale" per circa 200 amici che desiderano leggere e meditare la Sacra Scrittura. La finalità primaria, esplicitata fin dall'inizio, non è quella di insegnare qualcosa o di produrre schemi per la lectio divina, ma al contrario, quella di spingere ogni membro a praticare il bible sketchnoting e a condividere liberamente i propri appunti e "scarabocchi" senza temere il giudizio altrui.

Questa scelta si fonda su una filosofia precisa che eleva l'atto creativo e manuale a strumento di assimilazione spirituale. La pratica proposta è semplice ma rivoluzionaria: rileggere le letture liturgiche, soffermarsi su un passo o una frase, e provare a fissarla con carta e penna, traducendola in una frase scritta, un’immagine, una sketchnote.

Il potere della visualizzazione e del “fare”

Il Bible Sketchnoting si colloca all'intersezione tra il Bible journaling (una forma di spiritualità visiva nata negli Stati Uniti) e il visual thinking (l’arte di pensare per immagini: cfr: https://verbaltovisual.com). Attraverso doodles, parole chiave, schemi e disegni, si conferisce una forma visiva alla Parola, trasformando l'attività in un modo profondo per permettere alla Scrittura di abitare "mente e cuore".

Questa modalità di lettura si collega storicamente alla tradizione monastica. Negli Scriptoria medievali, i monaci non si limitavano a ricopiare i codici, ma li miniavano con decorazioni, trasportando misticamente il lettore e l'amanuense nel mondo della Scrittura. Il Bible journaling è definito come “un modo colorato per meditare la Parola di Dio” e un potente strumento per la lectio divina personale, pratica basata sul movimento quadruplice: lettura, meditazione, preghiera e contemplazione.

A livello cognitivo e spirituale, l'autore ama in particolare il pensiero visivo, "quello bidestro, che sfrutta entrambi gli emisferi del cervello". Il gesto di prendere appunti a mano è preferito per la sua capacità di aiutare a evitare le distrazioni del digitale e di fornire il tempo necessario per stare in silenzio davanti a Dio, lontano dallo "stress dell'efficienza".

La giustificazione teologica risiede nella massima: La Bibbia non si comprende soltanto leggendo, ma si capisce vivendola. Citando la massima attribuita a Confucio ("Se faccio, imparo") e l'affermazione del popolo nell'Alleanza ("Faremo e ascolteremo" – na’aseh ve-nishma, Es 24,7), si sottolinea che non si può davvero ascoltare senza aver prima accettato di fare. Il Bible Sketchnoting è questo "fare" concreto, un modo per dare corpo alla Parola e assimilarla.

Obiettivo mancato

Nonostante la solidità concettuale della proposta e il fervore iniziale, riconosco l’insuccesso: dopo quasi quattro anni, l'obiettivo proposto dal gruppo Facebook "Scrutatio Scripturae" non è stato raggiunto.

L'obiettivo fondamentale era che i partecipanti praticassero il bible sketchnoting e condividessero i loro risultati, i loro "scarabocchi e appunti, in libertà". Tuttavia, la risposta è stata scarsa: "quasi nessuno in questo lungo periodo ha risposto in questo senso".

Il gruppo, pur essendo stato fondato per permettere ai membri di condividere frammenti della propria lectio divina, non ha generato una pratica e un'azione spontanea di condivisione. l’Invito è caduto nel vuoto. Fallito il coinvolgimento attivo della comunità nella creazione e nella condivisione del proprio percorso visivo di meditazione, il gruppo si è diventato più un luogo di osservazione che di vera e propria "palestra spirituale" partecipativa.

I ben noti pericoli degli ambienti digitali e dei social non potevano risparmiare anche lo Sketchnoting. La sfida di passare dal vedere al fare, dal facile e illusorio scrolling al faticoso impegno di cimentarsi in prima persona, ha di nuovo prevalso.

La necessità di un nuovo approccio

L'insuccesso dell'approccio, spinge a cercare nuove strategie*.* Resto in ascolto di nuove indicazioni da parte dei partecipanti e mi prendo il tempo necessario per riflettere sulla migliore strada da seguire in futuro.

La ricerca di un'altra modalità, ovviamente, non implica l'abbandono della lectio divina o della spiritualità visiva, ma piuttosto l'adattamento dello strumento o del contesto per favorire una maggiore partecipazione. Dalle riflessioni fatte in questi quattro anni mi sembra che ci siano almeno tre punti fermi da cui partire per una possibile evoluzione o variazione della pratica:

  1. Spostamento dal margine al quaderno. Se l'idea di pasticciare la Bibbia è un deterrente per la pratica, la soluzione è "farci un nostro quaderno". Su questo quaderno, si potrebbe ricopiare il brano da meditare e scriverci o disegnarci intorno. Questa modalità permette di stabilire un programma quotidiano e un ritmo di lettura costante, trasformando il quaderno in una sorta di "diario di viaggio".
  2. Ispirazione strutturata. *Il *Bible journal, cui si ispira il Bible Sketchnoting, è a sua volta ispirato al **“Bullet Journalist”. Il suo ideatore, Ryder Carroll, sul suo sito, suggerisce questa pratica come un'esperienza che può potenzialmente cambiare la vita. L'integrazione di tecniche di organizzazione e strutturazione proprie del Bullet Journal forniscono un framework più gestibile e meno intimidatorio per chi desidera iniziare a prendere appunti visivi.
  3. Supporto digitale. La Rete è piena di esempi di studio della Bibbia in questo modo personale e creativo. Esempi che ci vengono soprattutto dal mondo evangelico di Oltreoceano, che con i dovuti adattamenti alla nostra cultura europea e italiana possiamo fare nostri. L’elenco sarebbe lunghissimo, e le belle scoperte non mancano durante le scorribande nel web. Moltissime sono anche le risorse gratuite per strumenti biblici, tutorial, blog e articoli anche di livello accademico. Anche su questo aspetto, la condivisione tra noi potrebbe essere fruttuosa.

In conclusione, la rilettura della Bibbia attraverso il gesto del "fare" resta fondamentale, ma la modalità di condivisione e l'incentivo alla pratica dovranno essere ricalibrati. La necessità di cambiare approccio è un invito a esplorare nuove metodologie che possano rendere il Bible Sketchnoting non solo un'attività di studio e meditazione, ma anche un'esperienza realmente condivisa e praticata da noi, questa minoranza di fedeli e appassionati che "frequentano la Bibbia con costanza".