Bibbia journaling

Bible journaling, alla lettera “annotare la Bibbia”. Il “Bible journaling” si presenta come una pratica originale di leggere la Bibbia nella vita. Nasce nel mondo protestante d’oltreoceano, ma ha contagiato anche i cattolici ed è arrivato da noi in Italia.

Non sappiamo chi sia stato il primo a introdurlo nel nostro Paese, ma a ufficializzarlo e diffonderlo è stata una donna, una “folla donna cattolica”, come si presenta lei stessa nel suo blog.

L’anonima blogger definisce l’iniziativa “un modo colorato per meditare la Parola di Dio” e riporta ad esempio concreto alcune bellissime pagine colorate della sua Bibbia. Ma il bible journaling è molto di più di un modo “alternativo” di leggere la Bibbia attraverso la pratica artistica di colorare il testo sacro e abbellirlo con disegni a pastello (una ricerca sul Web permette di rintracciare decine di autentici capolavori). Si tratta, a mio parare, di un potente strumento per lectio divina personale.

La lectio divina, lo sappiamo, è una forma di meditazione delle Scritture basata sul quadruplice movimento che va dal testo alla vita, passando dalla parola letta, a quella meditata, attraverso il dialogo con l’Autore del libro (la preghiera) fino alla contemplazione della Sua bellezza. Una pratica cristiana che affonda la sua origine nella tradizione monastica e che vede in Guigo il Certosino (morto nel 1188), il teorizzatore e codificatore della sua prassi (Lettera sulla vita contemplativa).

Sappiamo inoltre che negli Scriptoria medievali i monaci non si limitavano a ricopiare i codici della Bibbia, ma li miniavano sapientemente arricchendo il testo con fantastiche decorazioni che illustravano e trasportavano misticamente il lettore - oltre l'amanuense stesso -, direttamente nel suggestivo mondo della Scrittura. Un po’ quello che il nostro Bible journaling tenta di riprodurre coinvolgendo direttamente la creatività e la fantasia del lettore.

Non serve essere grandi disegnatori, può bastare anche solo un schizzo, uno schema o un appunto. Lo scopo infatti è quello di annotare a margine del testo biblico le nostra esperienze di lettura per arricchire la pagina con le nostre riflessioni, a mo’ di glossa, e fermarle nel tempo e nello spazio: una sorta di diario di navigazione in un mondo continuamente da esplorare.

Che l’iniziativa stia prendendo piede nel campo della pastorale della Bibbia è dimostrato dal fatto che recentemente ha attirato l’attenzione di una nota casa editrice, la Elledici, di Torino. Nel 2018, infatti ha pubblicato, Salmi per il Bible Journaling. Leggi - Prega - Crea. Sulla scorta della struttura delle edizioni americane della Bibbia, il volume riporta il testo dei 150 salmi (nella traduzione interconfessionale) sui tre quarti della pagina, lasciando un'ampia colonna laterale di 5 centimetri per permettere ampie annotazioni e sbizzarrire ogni forma di creatività.

Se non amiamo pasticciare la nostra Bibbia, allora la soluzione è farci un nostro quaderno sul quale ricopiare il brano che vogliamo “meditare” e scriverci e disegnarci accanto, intorno, in mezzo tutto quello che il testo ci ispra. Sul nostro quaderno potremo anche stabilire un programma quotidiano da seguire per imporci un ritmo di lettura costante, un diario di viaggio. Del resto il Bible journal, si ispira al Bullet Journalist. Non sapete cosa sia? Bene consultate il sito originale, leggete il libro del suo ideatore, Ryder Carroll e seguite il sito italiano. Una esperienza che può cambiare la vostra vita!

Buona Lectio a tutti.