Visto che anche a me capita spesso, ogni volta che parlo della Bibbia e dell'ebraico, di sentirmi chiedere, "cosa ne pensi di Mauro Biglino" - il notissimo divulgatore di nuove e sconvolgenti interpretazioni della Bibbia -, ecco la migliore risposta: uno splendido video del bravissimo Roberto Mercadini. 

Da ora in poi non sprecherò altro fiato e rimanderò i miei curiosi interlocutori sempre alla sua spiegazione. Meno di mezz'ora, esempi chiari e pertinenti, e ognuno, se davvero vuole, potrà chiarirsi le idee una volta per tutte.

Tre le cose rilevanti evidenziate da Mercadini.

1

Biglino con grande enfasi, facendo credere di aver fatto chissà quale scoperta eccezionale, afferma cose notissime e sulle quale convergono tutti i più grandi biblisti: non abbiamo nessun testo autografo dei libri biblici (per la verità non li abbiamo nemmeno per il De Bello Gallico e di molti altri testi più recenti dei quali nessuno però mette in dubbio l’autenticità); non sappiamo nemmeno chi fossero veramente gli autori, e se fossero davvero esistiti Abramo, Isacco, Giacobbe … Isaia (questo vale pure per Omero); la Bibbia contiene tante contraddizioni, ecc... Mamma mia che grande rivelazione!

2

Biglino aderisce a una vecchia concezione ufologica che sostiene, sulla scorta di alcune presunte scoperte archeologiche misteriose, che la nostra umanità sia il frutto di un esperimento genetico su alcuni primati, fatto da extraterrestri giunti sul nostro pianeta in epoche arcaiche. E la Bibbia confermerebbe questa tesi. Non esiste nessun Dio, e questo Elohim (plurale) di cui questi scritti, per nulla sacri, parlano altro non sarebbero che alieni. Uno di loro, chiamato Yahvè, sarebbe diventato il creatore e signore di noi terrestri.

3

Roberto Mercadini smonta tutto il pensiero di Biglino, confutando la sua teoria della traduzione dell'ebraico biblico che è alla base della sua "innovativa" esegesi. E lo fa prendendo in esame uno dei verbi ebraici più interessanti e controversi, "Creare" בָרָא bara'.

In calce al video troviamo una piccola sitografia per approfondire. Ma ne vale davvero la pena?