BARI (11 novembre 2018) - “La chiesa e il suo quartiere, il quartiere e la sua chiesa”. Con questo efficace e significativo slogan i parrocchiani di San Pasquale hanno voluto inaugurare le manifestazioni per la commemorazione del 100mo anniversario di erezione della loro chiesa nel quartiere omonimo di Bari, oggi facente parte del II Municipio della città metropolitana.

La posa della prima pietra del tempio di San Pasquale, infatti, avvenne il 22 giugno 1919, precisamente nella domenica “infra octavam Corporis Christi”, come ricorda una lapide che oggi possiamo ammirare nell’antisala degli uffici parrocchiali. In essa viene riportato anche il vecchio nome della contrada scelta, leggiamo:  Primum lapidem posuisse in loco - vulgo Graziamonte, prope viam quae ducit ad pagum Valenzano, in ha citate Barii.

Lì dove un tempo c’erano solo freschi e ameni “dossi”, in cui i signori del 700 e successivamente nell’800 avevano cominciato a costruire sontuose ville nella campagna, sulle arterie di Valenzano (via Re David) e via Capurso (via Amendola), mons. Vaccaro decretò l’erezione di una nuova parrocchia per servire una popolazione che all’inizio del secolo scorso era in grande crescita. E il nome di “Graziamonte” forse nasce proprio dall’unione del termine “monte”, in riferimento alle sue piccole alture, e “grazia” in ricordo della chiesetta della madonna delle grazie situata proprio sulla via di Valenzano,

Il centenario sarà quindi un’ottima occasione per riscoprire non tanto la storia di un edificio sacro, quanto piuttosto quella di una porzione importante di baresi che cominciavano a popolare un preciso territorio oltre le mura della città.

Due i comitati preparatori previsti per la definizione del programma delle manifestazioni: quello Storico-culturale, affidato al gruppo “Ama San Pasquale” (cfr. pagina Facebook) per lo studio del territorio, e quello Liturgico-pastorale per l’organizzazione delle celebrazioni comunitarie.

Nel frattempo è già partito il cammino spirituale che prevede tre tappe di formazione biblico-catechetica affidato al prof Giuseppe Micunco sul “Il Mistero del Tempio nell’antico Testamento".

Lo scorso 8 novembre, c'è stata la prima conferenza: “Il tempio e la pietra (Gen 28,16-22). I patriarchi”. Le prossime due, “Il tempio e la tenda” (Es 24,8-9). Mosè e l’esodo”, e “Il tempio e la casa (2Sam 7,1-17). I re e i profeti”, sono previste per il prossimo 15 e 22 novembre.

Sulla traccia di un vecchio libro del noto padre conciliare, Yves Congar, Il mistero del tempio, Micunco ha esordito scavando l’etimologia indoeuropea di “Mistero” e “Tempio”, parole troppo spesso inflazionate e fraintese nel loro vero senso. Se nei misteri orfici le divinità venivano percepiti molto più vicini e attente ai bisogni degli uomini rispetto a quelle della fredda religione ufficiale, nella Bibbia sono le stele erette dai patriarchi il primo esempio di tempio in cui il Dio unico e vero si rende addirittura personalmente presente e portatore di una promessa di una discendenza numerosa radicata su una terra concreta.

In Gen 12,6-7 Dio appare e dice. Abramo costruisce un altare e invoca il  nome di Dio. Per Congar questo è uno schema che si ripete uguale, altre volte. In Gen 26,23-25 lo stesso succede ad Isacco. E ancora più chiaramente a Giacobbe in 28,10ss che attraverso il famoso sogno della scala del cielo, fa una vera esperienza di “incubatio” sacra. La scala “sognata” da Giacobbe non doveva essere a pioli, ma a gradoni di pietra, come le Ziggurat, le torri piramidali alla sommità delle quali si ergeva il tempio “porta del cielo” bet-hel, porta o casa di DIo. In queste prime immagini bibliche - conclude il relatore - è preannunciato il mistero della Chiesa particolare rispetto a quella universale: non una parte ma il tutto nella parte. Del resto Dio promette di proteggere Giacobbe dovunque andrà, non solo in quel posto.

E questo sarà il tema del prossimo incontro, il tempio come tenda in cui Dio si fa compagno nel cammino del popolo. Un cammino millenario che dai patriarchi arriva fino ai nostri giorni, raggiungendoci nel tempio della nostra città e del nostro quartiere, San Pasquale.