BARI (9 novembre 2017) - “Diavoli custodi” è l'ultimo libro di Erri De Luca, scritto con Alessandro Mendini. Uno dei libri scelti dal mio Istituto (Liceo scientifico “A. Scacchi”) per il progetto “Incontro con l’autore”. Gli alunni lo stanno leggendo: le prime impressioni, le difficoltà e una proposta.
Il libro. 34 meditazioni di De Luca contenute nella scarsa pagina di destra, le cui righe quasi mai toccano il fondo. Non spreco di carta, tuttavia, ma vuoto accogliente del pensiero del collaborativo generato nel lettore. E un disegno di Mendini sulla pagina mancina di ogni meditazione.
Dal disegno prendono avvio le parole, indipendenti, ma seconde: "l'immagine ha la precedenza, da lei ha origine la pagina di destra, che è seguente" (p. 9), premette De Luca. Non tautologiche didascalie queste, né riduttive illustrazioni quelle. Ma due linguaggi che qui "sospendono le ostilità" e collaborano.
La lettura. Un libro bello, come tutti quelli di De Luca, originale nella sua struttura. Evocativo di molti temi cari all'autore, raccontati più diffusamente in altri suoi libri: Napoli, col suo sottofondo vuoto e la bocca del Vesuvio sempre aperta; la montagna da scalare, con il limite invalicabile delle sue cime; la Bibbia, con le sue sorprendente e rivelative parole divine. Ma un libro certamente non facile per il novello lettore di De Luca. Proposto a scuola, ha trovato pochi consensi, molti dubbi e qualche rifiuto. "Faticoso seguirne il pensiero, a tratti impossibile per i suoi voli pindarici; piuttosto ermetico; una fusione non riuscita tra poesia e narrativa". Questi alcuni commenti a caldo degli studenti. Molti probabilmente desisteranno dalla lettura, qualcuno la porterà a termine di malavoglia: il solito compito scolastico imposto! Forse qualcun’altro lo apprezzerà, chissà. Incrociamo le dita.
Per il momento la situazione è questa. Agli insegnanti l’arduo compito di accompagnare la lettura dei ragazzi fornendo qualche chiave interpretativa e collegamento ad altri libri di De Luca. Compito non facile, considerando l’ampiezza dell’opera delucana. Nella speranza di raccogliere anche qualche frutto positivo, in questi giorni che ci dividono dall’incontro con l’autore che si terrà al cinema-teatro Royal a Bari, il prossimo 24 novembre (altro incontro pomeridiano previsto a La Feltrinelli), propongo un esercizio: aggiungere nello spazio vuoto della pagina di destra una propria meditazione ispirata al disegno della pagina di sinistra.
Proviamoci, e che il nostro “diavolo custode” ci assista.
