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Prima o poi il nostro studio dell'ebraico biblico giungerà alla parte più difficile e ostica della grammatica, quella che di solito ci fa desistere dal proseguire: il verbo.

Possiamo studiarlo seguendo il metodo tradizionale, quello teorico, basato sulla lettura paragrafo per paragrafo di una delle tante grammatiche esistenti. È un metodo noioso e faticoso. Si deve mandare a memoria tutte le sette strane forme del verbo ebraico, coniugandole al perfetto e all'imperfetto, nelle varie persone e numero.

Su questa metodologia, ad esempio, sono impostate le videolezioni di Giuseppe De Carlo relative alla lezione n. 10 del suo corso. Le riporto in ordine per chi volesse avventurarsi:

1. Il verbo ebraico - 1. Introduzione
2. Il verbo ebraico - 2. L'attivo della forma base, il qal
3. Il verbo ebraico - 3. Il passivo-riflessivo della forma base
4. Il verbo ebraico - 4. L'intensivo del verbo forte
5. Il verbo ebraico - 5. Il causativo del verbo forte

Molti studenti "metodici" riesco a sentirsi a loro agio con questo metodo e raggiungono buoni risultati. Ma molti altri, come il sottoscritto, invece lo trovano troppo arduo e inefficace. Per questi ultimi oggi c'è un'ottima alternativa, un metodo davvero innovativo e pratico. A proporlo è Giovanni Lenzi in un libro uscito quest'anno: Sistema verbale ebraico. Un approccio didattico, Editore Zikkaron.

L'autore ha pubblicato anche un utilissimo video nel quale spiega, in poco più di un quarto d'ora, il suo metodo e traccia una panoramica esauriente su tutte le forme del verbo ebraico. Con l'ausilio di chiare slides ed esempi pratici tratti direttamente dal testo biblico, conduce gradualmente lo studente che abbia già una base di ebraico nella conoscenza del verbo ebraico, dalle forme più elementari a quelle più complesse, dalla semplice prosa narrativa fino alle vette della poetica più alta del libro dei Salmi:

Lenzi propone una straordinaria e originale chiave di studio, basata sulla preliminare acquisizione pratica delle due forme verbali principali, quella afformativa, conosciuta tradizionalmente e in modo impreciso come “perfetto”, e quella preformativa, chiamata solitamente “imperfetto”. Queste due forme basilari vengono mostrate in azione nelle sequenze narrative di vari testi biblici. La prima viene generalmente usata per indicare un'azione svolta nel passato. La seconda, tradotta con il nostro presente o futuro indica invece un'azione che si svolge in conseguenza di una precedente o semplicemente dopo nel tempo.

Partendo da questa semplice differenza radicale della struttura del verbo ebraico, si riesce a proseguire spediti e a progredire nella conoscenza approfondita di tutte le altre forme del verbo, l'elemento più importante della sacra lingua ebraica. 

Provare per credere.

Buona Bibbia a tutti!

Giovanni Lenzi - Il sistema verbale ebraico