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La Parashat  Shlach lekhà, שְׁלַח-לְךָ  “Manda” (alla lettera: manda “per te”, per tuo conto)  Numeri 13,1-15,41* ci mette davanti il primo l’impatto di Israele con la Terra promessa. È donata da Dio, ma devono conquistarla e sono intimoriti. La loro fiducia in Dio è messa alla prova. Le fake news raccontate dagli esploratori, alimentano ulteriormente le loro paure, fino a terrorizzarli. Leggiamo.

Giunti alle Porte di Canaan, Mosè manda in avanscoperta alcuni esploratori per perlustrare la terra promessa (cap.13):  un uomo per ogni tribù tra cui Giosuè (Osea): è la prima volta che compare il suo nome. Lui assieme a Caleb, della tribù di Giuda, sono i soli tra gli esploratori che esortano il popolo ad avere fiducia in Dio e spingersi alla conquista della terra ricca di frutti (14,5-10). Ma rischiano di essere lapidati da un popolo impaurito che addirittura chiede di essere riportato in Egitto (14,4). Gli altri sono terrorizzati ed esagerano nel loro rapporto a difficoltà dell’impresa: parlano di popolazioni di giganti e di città fortificate ed inespugnabili. Conseguenza: tutti gli esploratori che avevano “propagato cattive voci su quella terra morirono per un flagello” (14,38), e tutto il popolo che aveva mormorato perirà nel deserto dopo un vagare per 40 anni, un anno per ogni giorno (40) che gli esploratori erano stati nella terra promessa. 

La sezione di questa settimana continua con altre prescrizioni rituali da rispettare dal giorno del loro futuro insediamento nella Terra promessa (cap. 15), e con la prima esecuzione capitale per lapidazione di un uomo che aveva trasgredito al precetto dello shabbat raccogliendo legna (15,32-36). Tra le altre leggi vi compare la prescrizione della frangia da applicare ai lembi delle vesti a memoria perpetua dei comandi del Signore da osservare (15, 37ss). Gesù smaschererà l'abuso ipocrita di questa prescrizione che al suo tempo era diventata motivo di vanto e ostentazione e da parte dei farisei (Mt 23,5).

Daniele Salmone, nella sue consuete “Perle di Torah”, si sofferma, con decine di esempi biblici, sul particolare dei 40 giorni dell’esplorazione, numero fortemente simbolico ed evocativo nella Bibbia, di cui abbiamo già parlato in altre occasioni. In questo caso 40 indica il tempo della prova per la leadership. La prova serve a mostrare la fiducia in Dio e nella sua Promessa. Se non viene superata per paura, si finisce per vagare senza meta per 40 anni, praticamente per una intera vita: