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Un’Alleanza sempre da rinnovare - Parashot 51-52
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Doppia parashà questa settimana, 51 e 52: Nitzvìm נִצָּבִים (Dt 29,9-30,20) e Vayèlek וַיֵּלֶךְ (Dt 31,1-30). La parola di apertura Nitzvìm, usata oltre 300 volte nella Bibbia, è la chiave: “comparire tutti davanti” al SIgnore. È la solenne espressione che introduce un patto di adesione del Popolo con Dio, l’Alleanza.

L’alleanza coinvolge tutti, anche lo straniero che risiede tra gli israeliti (29,9) con tutti quelli presenti quel giorno lì, e anche con quelli non presenti (29,14), alludendo alle generazioni future (29,21). SI tratta di un patto che va sempre rinnovato, anche dopo la sua trasgressione colpevole da parte del Popolo, già prevista in questo brano. Probabilmente queste pagine sono state scritte dopo il ritorno dall’esilio babilonese, ma è sempre Mosè, il legislatore a parlare profeticamente. Il Popolo è sempre chiamato a ritornare al suo Signore misericordioso, dopo l’idolatria e il castigo.

E giustamente Daniele Salamone  titola la sua lezione “Nuovo Inizio e Alleanza”, accennando al Nuovo Patto definitivo quelli fatto nel Messia Gesù come aveva previsto Geremia: 

***

Bellissimo è il passaggio di Dt 30,10-14  che leggiamo nel rito romano della liturgia cattolica la XV domenica del tempo ordinario (anno C):

Mosè parlò al popolo dicendo:

Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.

Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.

Nella seconda parashà Mosè Vayèlek, “ando”, lui a 120 anni, oramai non più in grado di “andare e venire” (31,2), andò per parlare a Israele e proferì tutte le parole. Le scrisse (v.9), per farle leggere (v.16) e farle cantare (v.19). È la Torah che esplode in canto. E mentre ci avviciniamo alla conclusione della sua lettura annuale, pregustiamo la festa di Simcat Torah, la gioia della Torah, che si celebrerà il prossimo 10 ottobre.

  שָׁבַּת  שָׁלוֹם

 

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