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Nel racconto della parashà di oggi (Gen 41,1-44,17) detta Miqez, “Alla fine” , Daniele Salamone (seconda parte del video) ritorna sul tema dei “due Mashiach” che in realtà sono uno, attingendo a diversi passi del Talmud in perfetto accordo con la lettura dei cristiani messianici:

 

Questa parashà va a coincidere con la festa di Hanukkah e con il Natale cristiano, entrambe festa della Luce, del riscatto del tempio dopo la profanazione ellenica, per gli ebrei, e della nascita del nuovo sole di Giustizia, Gesù per i cristiani. Un bel segno di ecumenismo e riconciliazione tra fratelli che si ritrovano nella Radice comune.

Per chi volesse approfondire la conoscenza di questa festa ebraica, che dura una settimana a cavallo tra i due mesi di kislev, dicembre (dal tramonto del 24) e tevet, in riferimento all’interpretazione data dai cristiani messianici, c’è questo video (in inglese con sottotitoli):

  

Così invece la interpreta Salamone:

Mentre i giudei gioivano durante i festeggiamenti di #Chanukkàh, la "Festa della Dedicazione" o "Festa delle Luci" (Giovanni 10), alcuni "santoni", invece di essere felici per l'occasione, preferivano accusare Yeshua di essere un bestemmiatore e minacciavano di lapidarlo. 

In questa ricorrenza ebraica popolare (una festa non biblica), si accende la #Chanukkiah, il candelabro a 9 braccia (da non confondere con la #Menorah, candelabro a 7 braccia). Questa festa commemorava la consacrazione o dedicazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme che era stato precedentemente profanato. Inoltre, in questa festa si ricorda anche un miracolo avvenuto al tempo dei Maccabei (1Maccabei 4:58-59), dove l'olio per l'accensione delle luci durò più del normale: da qui il nome "Festa delle Luci".

Ebbene sì, mentre Yeshua stava partecipando alla "Festa delle Luci", i giudei lo accusavano come se fosse un portatore di tenebre, quando in realtà avevano davanti la Vera Luce, il miracolo vivente che non si spegnerà mai e che ha fatto di noi le luci del mondo!

Per l’etimologia e i significati mistici del termine Hanukkà, חֲנֻכָּה “inaugurazione” c’è sempre la bella pagina di “Crescere con le Radici delle parole ebraiche. Mentre per chi volesse saperne di più sui riti, le preghiere e le modalità di accensione delle lampade, la puntuale descrizione fatta sul sito della comunità ebraica italiana “Shavei Israel Italia”

Infine, per il consueto studio della lingua, oltre che raccomandare la redazione delle schede sulle parole nuove incontrate, segnalo uno strumento indispensabile per scrivere in ebraico online senza dover ricorrere all’installazione di font particolari nel word processor. Si tratta del sito Lexilogos, una piattaforma multilingua che ovviamente dispone anche dell’ebraico. Una tastiere virtuale ci aiuta a scrivere facilmente tutte le lettere e i segni, che con un “copia e incolla” possiamo riportare nel testo che stiamo editando ad esempio in Google Documenti. 

Ma non tralasciamo la scrittura a mano, mi raccomando! È necessario sviluppare il nostro personale stile di scrittura, qualunque sia, purché leggibile senza possibilità di fraintendimento dei segni simili.

Shabbat shalom

שַׁבָּת שָׁלוֹם

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