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La Bibbia dei cattolici? Un mordi e fuggi. Dopo anni di catechismo, cosa resta? Qualche versetto mal compreso, proverbi storpiati, citazioni deformate a sostegno di formule e dogmi imparaticci. Perché - lo abbiamo detto - malgrado le meritevoli iniziative, i cattolici conoscono poco la Bibbia. Occorre  un nuovo approccio educativo complessivo ad una lettura integrale del testo sacro. Ma come? Imparando dai fratelli ebrei.

Perché nemmeno la liturgia domenicale, per coloro che ancora partecipano, aiuta il povero cattolico. Durante la messa, “ascolterà” (sperando attentamente) solo una piccola e troppo frammentata porzione dell’intera Bibbia. L’anno liturgico, infatti, gira intorno ai misteri di Cristo alternandosi tra tempi forti (Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua) e tempo Ordinario, ma non riesce a garantire una lectio continua dei vari libri biblici. Nemmeno dei Vangeli che, distribuiti in un ciclo di tre anni, A, B e C (per i sinottici, Matteo, Marco e Luca) e qualche capitolo di Giovanni nel tempo pasquale,  non vengono percorsi integralmente. 

Non così per i nostri fratelli ebrei. Loro in un anno leggono sistematicamente, in modo continuativo tutta la Toràh, i primi cinque libri della Bibbia che noi chiamiamo Pentateuco, accompagnandola con la Haftarà, la lettura dei Profeti, e dagli Scritti (i nostri libri sapienziali) durante alcuni riti preparatori e nelle feste particolari. Tutta la Bibbia, la TaNaKh (acronimo di Toràh, Nevi'im, Ketuvim) viene letta in un anno.

Ed ecco allora la mia proposta: perché non provare anche noi a leggere settimana per settimana le Parashot che il pio ebreo legge durante lo Shabbat? La parashà (singolare) è una delle 54 “porzione” in cui viene divisa Torah, ognuna delle quali abbraccia diversi capitoli. Il termine “parashà”, פָּרָשָׁה significa infatti sezione, parte, passo, ma anche argomento. Sulla pagina Facebook, “Crescere con le radici delle parole ebraiche” (che vi invito a seguire), troviamo questa bella spiegazione della radice פ ר ש e del suo uso nella liturgia ebraica:

Molti sono i suoi significanti ma noi ci soffermeremo sul tema della DISTINZIONE, della SEPARAZIONE, della SPIEGAZIONE, del CHIARIRE e del DARE UN SIGNIFICATO. E’ ovvio che SIGNIFICATO פְּרוּשׁ (Perush) derivi da questa radice che abbiamo già commentato come uno dei probabili significanti di קָדוֹשׁ  (Kadosh) SANTO, SACRO. Non poteva mancare come lettera di apertura la פ legata alla presenza vocale che si esprime alta ogni (Shabbat) שַׁבָּת sabato, dopo la תְּפִלָּה (tefillàh) PREGHIERA della mattina quando si legge la PARASHA’H פָּרָשָׁה! Essa è un passo della תּוֹרָה Toràh (Pentateuco) che viene divisa in 54 PARTI quante sono di massima le settimane. Il calendario ebraico non è semplicemente solare ma include anche le lunazioni e quindi in alcuni anni si leggono delle coppie di פָּרָשׁוֹת (Parashot). Il sinonimo della parola פָּרָשָׁה PARASHA’H è סִדְרָה (Sidràh) che deriva dalla radice di ORDINARE perché ovviamente è una suddivisione che segue sempre lo stesso ORDINE סֵדֶר (Seder). La parashàh si legge anche il lunedì e il giovedì mattina: anticamente erano giorni di mercato nei quali si leggeva la Toràh in Israele יִשֹרָאֵל. Questo invito all’ascolto del sacro diventa un momento di grande riflessione e MIGLIORAMENTO, infatti ש פ ר  e פ ר ש hanno lo stesso valore numerico: 580. Ognuno di noi può diventare un vero e autentico RECETTORE רֶצֶפְּטוֹר 585 (Retzeptor) della parola di Dio . (פָּרָשָׁה 585)

Per gli ebrei siamo nell’anno 5780 (dalla creazione secondo il racconto biblico), iniziato il 30 settembre scorso, e abbiamo già letto le prime 4 parashot che riporto di seguito:

01-Bereshit

02-Noach

03-Lek Lekà

04-VaYerà  

Nel continuare questo lavoro mi prefiggo un duplice obiettivo:

  1. iniziare alla lettura integrale della Bibbia, partendo quest’anno dal Pentateuco;
  2. imparare gradualmente almeno a leggerla nella lingua originale, fornendo qualche lezione basilare di grammatica ebraica e sussidi gratuiti online per approfondire i misteri della spiritualità di questa fantastica lingua, lingua sacra per eccellenza, almeno per la nostra cultura occidentale.

Programma arduo e presuntuoso? Forse, ma ci proviamo. Di certo non abbiamo la pretesa di sostituirci agli eccellenti corsi accademici sulla lingua e la letteratura biblica, semmai di affiancargli con strumenti per lo studio personale da autodidatta.

Per chi vuole invece fare sul serio, consiglio di iscrivervi al corso dell’amico Simone Venturini, eccellente biblista e scrittore di successo. Venturini ha organizzato un bellissimo corso che potete seguire comodamente online adattandolo alle vostre esigenze di tempo e soprattutto scegliendo il livello di di studio a voi più consono in base alla preparazione di partenza.

Il video introduttivo del corso:


Pronti per partire? Allora vi aspetto sabato prossimo per la quinta parashà.

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