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La seconda parashà di sabato 2 novembre va da 6,9 a 11,32 di Genesi e prende avvio dal racconto del Diluvio universale e dal suo protagonista, Noè.

In questa seconda lezione, Daniele Salamone ci spiega come, al di là del dilemma mito/storia, il racconto biblico, testimoniato da diverse fonti più antiche, racchiuda un messaggio di speranza:  Noè è un’immagine “tipologica”, un simbolo di Salvezza, compiuta pienamente in Yeshua, Gesù. Invertendo infatti le lettere del nome di Noé, Nun e Chet, otteniamo il termine Grazia, “Chen”, termini che troviamo insieme in Gen 6,8: “Noè (Noah) trovò grazia (Chen) agli occhi del Signore”.

Per un approfondimento strettamente ebraico del brano biblico della parashà consiglio la lettura di questa lezione del rabbino Giuseppe Laras data durante la giornata di dialogo con gli ebrei del 17 gennaio 2002.   

Rileggere la Torah seguendo le parashot ebraiche è un buon aiuto anche per imparare l'ebraico con la pratica della lettura diretta dei testi. Al minuto 2:40 Salamone ci legge il primo versetto 6,9 in ebraico e ci fornisce una traduzione letterale. Per cominciare a leggere anche noi correttamente l’ebraico, dobbiamo imparare prima di tutto le 22 consonanti del suo alfabeto. In questo video ci vengono illustrate una per una.

Mentre in questo tutorial in diretta Facebook dello scorso 6 settembre, l’autore ci spiega come iniziare a scriverle utilizzando strumenti analogici e digitali.

Riconoscere le lettere e saperle scrivere è solo il primo passo, sarà necessario poi imparare anche le vocali.

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